SAN CERBONE, DUOMO DI MASSA MARITTIMA_GR

I lavori di restauro e consolidamento strutturale dell’area presbiteriale ed absidale e della cupola della Cattedrale di San Cerbone sono stati svolti, dal Luglio 2011 al Settembre del 2015, in rapporto con le risorse finanziarie messe a disposizione in progress dalla Regione Toscana, dalla Diocesi di Massa Marittima e Piombino e dalla Fondazione MPS.L’intervento di restauro ha permesso di acquisire informazioni storiche rilevanti ed inedite nell’abside e nella cupola e di ricostruire le fasi costruttive e decorative che hanno determinato l’attuale configurazione volumetrica dell’area tergale. In particolare è stato possibile ricostruire “i cantieri” relativi al progetto attribuito a Giovanni Pisano alla luce di quanto è emerso nei sottotetti dell’abside e nel paramento lapideo.
La scelta progettuale sul restauro del paramento lapideo ha rispettato la leggibilità dei cantieri, tenendo in considerazione le caratteristiche di ciascuna fase costruttiva del manufatto senza alterare l’unitarietà dell’opera.
La cupola, oggetto nel corso degli ultimi due secoli di opere di restauro, consolidamento e riconfigurazione geometrica, che hanno sensibilmente modificato l’aspetto della sua parte esteriore col rialzamento in mattoni a faccia vista del tiburio (prima metà del XX sec.), continuava ad avere rilevanti problematiche strutturali.
I lavori effettuati hanno ristabilito la sicurezza del manufatto sia in relazione ad azioni statiche che sismiche e hanno fornito nuove informazioni sulle sue vicende storiche. Le indagini diagnostiche sulle sezioni degli elementi costruttivi hanno rivelato che, a differenza di quanto sostenuto fino ad oggi, la cupola è stata sicuramente completata entro la metà del XIII secolo e quindi coeva all’edificio romanico. Tale tesi è confermata anche dai ritrovamenti di decorazioni a disegno geometrico nella parte alta dell’intradosso della cupola e di apparati figurativi nella parete del tamburo, oltre ai lacerti di pittura con simbologia degli evangelisti emersi nelle trombe. Tali ritrovamenti sono stati attribuiti dagli Organi di tutela al pittore pisano Enrico di Tedìce, sulla base di studi e analogie stilistiche compositive, collocando la loro esecuzione nella metà del XIII secolo.
Al fine di ricostruire una visione prospettica unitaria, Il progetto ha previsto il restauro delle decorazioni geometriche esistenti nella parte alta dell’intradosso della cupola e la ricostruzione filologica in sottotono nella fascia corrispondente alle parti mancanti, rimosse da un precedente intervento di consolidamento. Questa scelta progettuale, insieme all’installazione di due lucernai che hanno ripristinato l’illuminazione naturale dai due oculi, oscurati da precedenti interventi e al restauro completo della lanterna, ha conferito alla cupola il respiro architettonico originario.
Sono stati restaurati inoltre nelle volte del transetto del presbiterio e dell’abside apparati decorativi quattrocenteschi a tema fitofloreale che riquadrano fondi azzurri. I recenti interventi tuttavia hanno restituito solo in minima parte quello che doveva essere l’impianto decorativo interno, con storie di San Cerbone, purtroppo in gran parte demolite nel 1880 secondo i dettami delle modalità operative ottocentesche.

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